Biorisonanza magnetica veterinaria

La biorisonanza è un metodo non invasivo che può essere usato nella diagnosi di malesseri, malattie e allergie dei nostri amici cani, gatti, cavalli, in ambito veterinario. La biorisonanza applicata al campo degli animali da compagnia, sta entrando anche in Italia, sulla scorta delle esperienze fatte in nazioni più aperte in questo campo come la Germania e i paesi nordici.

Biorisonanza sui Cani

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Biorisonanza sui Gatti

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Biorisonanza sui Cavalli

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Come funziona la biorisonanza per i nostri amici a quattro zampe?


Durante un trattamento di biorisonanza spesso il cane si addormenta e si rilassa notevolmente. Quando l’animale è di piccola taglia il terapeuta consiglia di effettuare il trattamento nella cuccia o nel cestino dove solitamente riposa: in questo modo il piccolo paziente si rilassa felice.

Si usano degli elettrodi che, posti su determinate zone del corpo, captano le vibrazioni elettromagnetiche dell’organismo e le inviano a uno speciale apparecchio. Bisogna calcolare che le vibrazioni di un animale sano sono diverse da quelle emesse da un soggetto malato o con qualche deficienza organica. Le cellule in piena salute emettono vibrazioni diverse da quelle malate o compromesse. In questo modo il terapeuta può iniziare a stabilire quali funzioni organiche stanno svolgendo bene il loro compito e quali, invece, presentano difficoltà o deficit di qualche tipo. Attraverso la biorisonanza è possibile individuare velocemente e in modo preciso la diagnosi.

Durante una seduta di biorisonanza il piccolo paziente, a cui è stato applicato una semplice cuffia contenente gli elettrodi che si collegano alla macchina che legge il tracciato, si rilassa sempre notevolmente, arrivando spesso anche ad addormentarsi. La biorisonanza infatti, è un metodo non invasivo ed estremamente rispettoso dell’animale, che non prova paure o ansie nei confronti del terapeuta.

Questo metodo serve moltissimo in campo veterinario per identificare intolleranze alimentari, problemi cutanei, dermatosi, malattie del metabolismo. Nella valutazione vengono presi in considerazione non solo tutti gli apparati, ma anche la presenza di intossicazioni dovute a sostanze estranee all’organismo, come i metalli pesanti, i pesticidi e alcune sostanze chimiche.

Gli apparecchi di biorisonanza riescono a rilevare un’alterazione frequenziale aiutandoci nella diagnosi in una fase anteriore al disturbo funzionale. Vale a dire che questo metodo può identificare uno stato di squilibrio nel paziente a quattro zampe, facendo in modo che il terapeuta intervenga in prima battuta per sanare il danno e impedire che intervenga la malattia vera e propria.

E se ciò avviene senza arrecare stress o disagio ai nostri amici a quattro zampe è davvero il caso di accogliere questo nuovo metodo terapeutico.

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